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domenica 23 gennaio 2011

E' morto Silvio Berlusconi

COMO - SI chiamava come il premier, Silvio Berlusconi, e proprio questa omonimia lo aveva reso famoso, come quando ai giornalisti aveva dichiarato "Sono io l'unico Berlusconi operaio". Oggi pomeriggio Silvio Berlusconi, operaio 57enne di Veniano, in provincia di Como, è morto in un incidente di montagna. È scivolato su un lastrone di ghiaccio ed è precipitato per 30 metri in una scarpata nel corso di una escursione al rifugio Menaggio nell'alpe denominata "Forcoletta". La salma è stata recuperata dai medici del 118 accorsi sul posto con un elicottero.

Operaio in tessitura, Silvio Berlusconi viveva a Veniano (Como) e spesso la sua omonimia era stata al centro di servizi giornalistici, specialmente in occasione delle elezioni politiche, dal momento che il Silvio Berlusconi comasco era un sostenitore del centrosinistra. Ironizzò ad esempio quando il premier si definì «Presidente operaio». «Di Silvio Berlusconi operaio ci sono soltanto io» disse l'omonimo, che raccontò anche di avere rifiutato le candidature che gli erano state offerte da liste civetta, ansiose di poter vantare un Silvio Berlusconi capolista.
(da Leggo Italia)

Ecco, i migliori se ne vanno sempre per primi.

giovedì 20 gennaio 2011

De pudore et continentia

Come può uno che, pur avendo scelto liberamente di rinunciare alla propria vita sessuale, reclama a gran voce il diritto di intervenire pesantemente nel determinare le regole di quella degli altri e che, tra l'altro, arriva a dichiarare, come pochi giorni fa, che "la partecipazione a corsi di educazione sessuale o civile in alcuni Paesi europei rappresenta una minaccia alla libertà religiosa", come può - dicevo - questa persona non riuscire a trovare il tempo per spendere neanche una parola per commentare, dall'alto del suo magistero, le inquietanti vicende che emergono in questi giorni e poi pretendere di risultare credibile nella sua missione pastorale?

mercoledì 17 novembre 2010

Bunga-Bunga Nation


L'immagine (quanto mai appropriata) è tratta da un impietoso articolo di Newsweek
 Secondo il Global Gender Gap Report del World Economic Forum, che misura il divario di genere in termini di opportunità, l'Italia risulta al 74esimo posto della classifica mondiale, ultima in Europa. In particolare ci penalizzano l'accesso e le opportunità delle donne nel mondo del lavoro e il divario particolarmente pesante a livello di salari (le donne italiane guadagnano in media il 50% degli uomini).
Negli ultimi anni c'è stato addirittura un arretramento: mentre l'86% dei paesi presi in esame ha registrato un miglioramento delle differenze di genere, noi stiamo scivolando indietro.
Mi è venuto in mente che forse c'è una correlazione diretta tra la classifica nel trattamento delle donne (74esimo posto, in aumento) e l'età del presidente del Consiglio (74 anni, in aumento).
Considerando che B. è stato definito "tecnicamente immortale", fate un po' voi...

mercoledì 3 novembre 2010

Lacrime nella pioggia

(ANSA) – ROMA, 2 NOV – «All’amico Aurelio Mancuso dico che è assolutamente comprensibile la sua reazione alla battuta di oggi del Premier. Nello stesso tempo, ho fiducia in Silvio Berlusconi come politico e come persona: conosco bene il suo rispetto assoluto di ogni identità, orientamento e preferenza». Così Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. « Da liberale e da laico – spiega – non sarei stato e non starei in un luogo politico che ritenessi omofobo o discriminatorio. Il buon lavoro del ministro Carfagna testimonia un’attenzione vera e non di facciata, che non ha molti precedenti nella storia dei governi italiani. Nel mio piccolo, la mia stessa presenza, come moltissime altre, è la testimonianza di come l’impegno laico e liberale possano stare e vivere nel Pdl e nel centrodestra italiano guidato da Silvio Berlusconi. Caro Aurelio, mi ritengo anch’io impegnato in concreto: sono fiducioso e convinto che i fatti, prima e più di ogni parola, dissiperanno le ombre e la pagina spiacevole di oggi».

(ANSA)-ROMA, 2 NOV – pochi minuti dopo «Ha ragione il ricchione. Figuratevi se io potrei mai [...]etc ». (S.B.)


Makkox, attualmente, mi pare di gran lunga il più lucido commentatore di questa palude italiana. A forza di una serie impressionante di vigne feroci e illuminanti, coglie fulmineo l'essenza di quel che accade. Meglio di qualunque analista politico. Come si fa a non volergli bene?
che poi silvio è il perfetto zelig oratore. nel senso che s’accorda alle vibrazioni della platea, ma non solo nel linguaggio o nei valori: lui DIVENTA la summa dell’essenza nucleare dei suoi interlocutori.
proprio come il personaggio geniale immaginato da woody allen, silvio, posto di fronte a un pubblico di rabbini ortodossi diverrebbe Mosè e maledirebbe il vitello d’oro, pur possedendone due a grandezza naturale nel bagno di servizio ad Antigua
Non è cattiveria, ipocrisia o stupidità, la sua, è dirty talking da gangbang, son parole sconce che si dicono mentre si scopa con i presenti, non hanno valore fuori da quel contesto, quindi non sono universalmente così gravi.
Solo occorre ricordare che ogni volta che parla a un gruppo di più di tre persone, inizia a fotterselo.

domenica 5 settembre 2010

Venghino, venghino, siore e siori

D'accordo, se uno avesse davvero voglia di indignarsi si può agevolmente trovare di molto meglio in questo paese. Eppure la campagna di affissioni che in questi giorni si può vedere per le strade di Perugia mi pare così arrogantemente offensiva per l'intelligenza dei cittadini che non può passare inosservata.
La tesi è dei Club della Libertà (che, per inciso, non so bene in quali rapporti siano con i Promotori della Libertà e con i Circoli della Libertà tra le emanazioni del Popolo della Libertà, erede del Partito della Libertà nato sulle ceneri della Casa delle Libertà):"Zero vittime. Il nuovo Codice della strada lo permette."
Il che è come dire che la riforma della scuola permetterebbe zero bocciature. O che la riforma fiscale azzererebbe l'evasione.
Quello che mi sta più pesantemente sugli zebedei è questo continuo e straripante tentativo di semplificare i problemi complessi, pretendendo di risolverli con puri slogan demagogici e cercando di creare pericolosi cortocircuiti nella mente delle persone, con il racconto edulcorato della realtà che prevale sulla realtà stessa.
Manca solo che un giorno Berlusconi arrivi a promettere la sconfitta del cancro in tre anni. (Ooops...).

mercoledì 9 giugno 2010

Tagli e frattaglie


Il Dipartimento della Funzione Pubblica (Brunetta, per capirsi) ha un marchio - PAQ, per una pubblica amministrazione di qualità - che "promuove iniziative per sostenere le amministrazioni impegnate a migliorare la propria performance e la qualità dei servizi pubblici".
Qualche conto, però, non mi torna.
Con quali competenze aggiuntive i pubblici dipendenti riusciranno a portare a regime le pur meritorie iniziative di modernizzazione della PA (come la PEC ad esempio), se non si investe nello sviluppo di professionalità e si dimezza di netto la formazione?
E su quali energie creative si può basare la spinta necessaria per innovare la PA se di concorsi non se ne fanno, il turnover è bloccato e i giovani non riescono ad accedervi?
E come si può convincere un dipendente pubblico che si sta dando un grande rilievo alla valutazione del suo operato in termini di performance, se poi gli si blocca lo stipendio al livello dell'anno precedente, indipendentemente dall'esito della valutazione?
Boh, a me pare che qualcuno ci stia tirando il solito... paq.