venerdì 28 gennaio 2011
martedì 25 gennaio 2011
Per una rivoluzione legalitaria
Da ragazzo ero anarchico, adesso mi accorgo che si può essere sovversivi soltanto chiedendo che le leggi dello Stato vengano rispettate da chi ci governa.
Ennio Flaiano (1910 - 1972)
lunedì 24 gennaio 2011
Il direttore che vorrei al TG1
"...un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e (...) deve comportarsi e parlare come tale. Il rinnovamento del Parlamento italiano è un fenomeno anche sociologico di cui la stampa deve dare conto: io non dimentico mai che il mio referente è il lettore e non il politico e che il mio compito è quello di rappresentarlo come è senza mediazioni".
Rappresentarlo anche nei suoi aspetti privati? E' giusto frugare nella vita intima di chi ci governa, è utile?
"(...) Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. (...) La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico".
Ecco, questo sì che è un modo obiettivo di intendere il giornalismo, deontologicamente corretto e rispettoso dei propri lettori. Ce ne fossero, di giornalisti così, in questi tempi grami per l'informazione.
Ma figuratevi se oggi, uno che proclama cose di questo tipo, potrebbero fare carriera nella TV pubblica o essere chiamato a dirigere - che so - il maggior telegiornale nazionale.
(se volete sapere di chi si tratta, andatevi a leggere il resto di questo vecchio articolo di Repubblica rintracciato da Gilioli)
Rappresentarlo anche nei suoi aspetti privati? E' giusto frugare nella vita intima di chi ci governa, è utile?
"(...) Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. (...) La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico".
Ecco, questo sì che è un modo obiettivo di intendere il giornalismo, deontologicamente corretto e rispettoso dei propri lettori. Ce ne fossero, di giornalisti così, in questi tempi grami per l'informazione.
Ma figuratevi se oggi, uno che proclama cose di questo tipo, potrebbero fare carriera nella TV pubblica o essere chiamato a dirigere - che so - il maggior telegiornale nazionale.
(se volete sapere di chi si tratta, andatevi a leggere il resto di questo vecchio articolo di Repubblica rintracciato da Gilioli)
domenica 23 gennaio 2011
E' morto Silvio Berlusconi
COMO - SI chiamava come il premier, Silvio Berlusconi, e proprio questa omonimia lo aveva reso famoso, come quando ai giornalisti aveva dichiarato "Sono io l'unico Berlusconi operaio". Oggi pomeriggio Silvio Berlusconi, operaio 57enne di Veniano, in provincia di Como, è morto in un incidente di montagna. È scivolato su un lastrone di ghiaccio ed è precipitato per 30 metri in una scarpata nel corso di una escursione al rifugio Menaggio nell'alpe denominata "Forcoletta". La salma è stata recuperata dai medici del 118 accorsi sul posto con un elicottero.
Operaio in tessitura, Silvio Berlusconi viveva a Veniano (Como) e spesso la sua omonimia era stata al centro di servizi giornalistici, specialmente in occasione delle elezioni politiche, dal momento che il Silvio Berlusconi comasco era un sostenitore del centrosinistra. Ironizzò ad esempio quando il premier si definì «Presidente operaio». «Di Silvio Berlusconi operaio ci sono soltanto io» disse l'omonimo, che raccontò anche di avere rifiutato le candidature che gli erano state offerte da liste civetta, ansiose di poter vantare un Silvio Berlusconi capolista.
(da Leggo Italia)
Ecco, i migliori se ne vanno sempre per primi.
Operaio in tessitura, Silvio Berlusconi viveva a Veniano (Como) e spesso la sua omonimia era stata al centro di servizi giornalistici, specialmente in occasione delle elezioni politiche, dal momento che il Silvio Berlusconi comasco era un sostenitore del centrosinistra. Ironizzò ad esempio quando il premier si definì «Presidente operaio». «Di Silvio Berlusconi operaio ci sono soltanto io» disse l'omonimo, che raccontò anche di avere rifiutato le candidature che gli erano state offerte da liste civetta, ansiose di poter vantare un Silvio Berlusconi capolista.
(da Leggo Italia)
Ecco, i migliori se ne vanno sempre per primi.
venerdì 21 gennaio 2011
giovedì 20 gennaio 2011
De pudore et continentia
Come può uno che, pur avendo scelto liberamente di rinunciare alla propria vita sessuale, reclama a gran voce il diritto di intervenire pesantemente nel determinare le regole di quella degli altri e che, tra l'altro, arriva a dichiarare, come pochi giorni fa, che "la partecipazione a corsi di educazione sessuale o civile in alcuni Paesi europei rappresenta una minaccia alla libertà religiosa", come può - dicevo - questa persona non riuscire a trovare il tempo per spendere neanche una parola per commentare, dall'alto del suo magistero, le inquietanti vicende che emergono in questi giorni e poi pretendere di risultare credibile nella sua missione pastorale?
martedì 18 gennaio 2011
lunedì 17 gennaio 2011
Ridere
(via l'ultima di tre)
venerdì 14 gennaio 2011
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